lunedì 21 aprile 2008

I politici cavesi in disaccordo anche sulla legalità

I due maggiori schieramenti politici della città, Popolo della Libertà e Partito democratico, sprecano energie per polemizzare anche su temi come la legalità, mettendo addirittura in discussione l'opportunità di un corteo, organizzato da terzi, che ha l'intento di promuovere e ribadire un’educazione alla legalità e di contrastare l’ormai diffuso costume di aggirare le regole di una civile convivenza,in seguito al deplorevole atto intimidatorio perpetrato ai danni del Palazzo di Città.


Questi i due comunicati diramati nel botta e risposta

PdL: difesa della legalità o strumentalizzazione politica?
I consiglieri comunali Alfredo Messina, Alfonso Laudato, Alfonso Carleo, Luigi Napoli, Fabio Siani, Alessandro Schillaci, Giovanni Baldi, Vincenzo Lamberti, Antonio Barbuti, Gerardo Baldi, comunicano che non parteciperanno alla manifestazione di martedì 22 aprile 2008, promossa dal Comitato per la Legalità.
Pur ribadendo la propria posizione in difesa del rispetto delle leggi, e pur condannando ogni forma di violenza, i consiglieri ritengono che l'iniziativa intrapresa rappresenti, non tanto l'ovvia condanna per il vile attentato bombarolo all'Istituzione Comune, ma una mera strumentalizzazione di tipo politico che precede, e potrebbe condizionare, la seduta del Consiglio Comunale di mercoledì 23 aprile, che è l'unica sede istituzionale nella quale va affrontato e discusso il fenomeno dell'abusivismo edilizio con tutte le annesse problematiche e dove, altresì, ciascuno di noi dona il proprio serio e fattivo contributo propositivo.


Il PD, in piazza contro i bombaroli
Non siamo in alcun modo disposti a farci trascinare in una polemica così squallida da parte di nessuno. Il Partito Democratico cavese raccoglie l’invito di una larghissima fetta di associazionismo che vuole manifestare il proprio aperto dissenso a qualsiasi ridicolo tentativo di condizionare la vita democratica cittadina con violenza ed atti intimidatori. Riteniamo che la difesa della legalità e della democrazia non sia e non possa rappresentare un terreno per uno scontro di fazioni partitiche. Se qualcuno ha ritenuto di non partecipare a questa civile forma di espressione di indignazione e di contrasto, gridati e non sussurrati, ai bombaroli è libero di farlo, risponde alla propria coscienza e a nessun altro. Non riuscendo a comprendere come una civile manifestazione per la legalità possa condizionare i lavori del Consiglio Comunale, né come i consiglieri del PDL abbiano potuto confondere un attentato con il problema dell’abusivismo, ribadiamo che noi saremo in piazza come cittadini cavesi che non si fanno mettere i piedi in testa e che rivendicano come sempre il proprio fiero diritto all’autodeterminazione democratica e alla difesa della propria libertà.

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