Interrogatorio fiume nel carcere di Bellizzi Irpino: Mandiello ha ammesso le responsabilità degli attentati alla Della Brenda, La Comunale, Fratelli Aufiero, ad una delle due ambulanze della Croce verde e al negozio di cinesi. Carbone, invece, si è dichiarato responsabile solo di quelli ai Fratelli Aufiero e ai cinesi.
Tre ore e mezza è durato l’interrogatorio di Gugliemo Mandiello, il giovane attentatore di Nocera superiore arrestato in flagrante dopo aver messo e fatto esplodere una bomba carta con circa due chilogrammi di polvere pirica davanti l’agenzia Unipol d’infortunistica stradale Della Brenda il 30 gennaio scorso.
Davanti al magistrato della Direzione distrettuale antimafia che conduce le indagini Cassaniello, nel carcere di Bellizzi Irpino dove è detenuto, e difeso dall’avvocato Anna Lisa Buonadonna, Mandiello ha ammesso le responsabilità anche dell’attentato dinamitardo all’agenzia di pompe funebri La Comunale che distrusse la sede in via XXIV maggio la notte del 28 novembre 2007 e dell’attentato incendiario alle pompe funebri Fratelli Aufiero di Molina di Vietri. Inoltre ha ammesso di aver appiccato il fuoco all’autoambulanza della Croce verde, la prima ad essere attentata in via Salvo D’Acquisto a Cava il 21 novembre 2007, una settimana prima di piazzare la bomba a La Comunale. Per l’incendio alla seconda ambulanza della Croce verde, compiuto il 15 dicembre successivo, ha ammesso di esserne venuto solamente a conoscenza. Infine ha ammesso di aver compiuto a metà gennaio l’attentato al negozio di articoli cinesi in via XXV Luglio.
Altri particolari importanti sono emersi nell’interrogatorio conclusosi ieri mattina dopo le 14. Mandiello ha dichiarato di conoscere Alessandro Marrazzo, e che da lui ha preso gli ordini per compiere gli attentati di cui è accusato e che ha ammesso. Marrazzo, l’ultimo arrestato in ordine di tempo, ammanettato alla fine di febbraio a Roma dove si nascondeva nel retro di un albergo senza essere stato registrato come ospite, e ritenuto dagli inquirenti il capo dei bombaroli, chiamava al telefono Mandiello e anche Vincenzo Carbone, anche lui arrestato in flagrante dopo la bomba alla Della Brenda. Mandiello ha ammesso di aver ricevuto gli ordigni da Marrazzo, di cui una bomba carta con circa 2130 grammi di polvere pirica fu ritrovata nella sua abitazione subito dopo l’arresto in flagrante.
Mandiello infine ha dichiarato che per fare l’operaio della mala, ha ricevuto solo una trentina di euro per colpo. Ora, per gli inquirenti, la sua posizione è abbastanza chiara, e nel prosieguo dell’iter giudiziario a questo punto potrebbe cadere anche l’aggravante delle modalità di tipo camorristica a suo carico.
Nel pomeriggio c’è stato anche l’interrogatorio di Vincenzo Carbone, durato un’ora e mezza. Il 19enne di Nocera superiore, difeso dall’avvocato Enrico Bisogno ha ammesso, rispondendo alle domande del pm Cassaniello gli attentati alle pompe funebri Aufiero di Molina di Vietri e al negozio di cinesi sulla statale nella frazione cavese di San Giuseppe al Pozzo.
La confessione dei due attentatori nocerini, i primi a finire in carcere insieme al minorenne R.M.C. la notte dello scoppio della bomba all’agenzia Della Brenda su corso Mazzini, era attesa da circa una decina di giorni, precisamente dal trasferimento nella casa circondariale di Bellizzi Irpino, dopo l’iniziale fermo in quella di Fuorni.
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